Saggi


Libri Segreti - Storie di magi, per raccontare della speranza dell'uomo.
Studi tradizionali, religioni, mitologia, simbolismo, studi gnostici, pitagorismo.

 

 

Sphaerae

Il mito vibra nelle più intime fibre dell'Universo - € 14,46

 

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Roberto Caravella

Spaherae

Trattato sull'Iperrealtà

 

pp. 304

€ 14,46

 

ISBN 978 - 88 - 87303 - 07 - 0

 

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Abstract

L’incanto dell’ uno e tutto nei simboli della tradizione e nelle oscillazioni dell’universo: dalla fisica contemporanea un supporto all’inspiegabile: simboli, Tradizione, miracoli. La revisione ontologica indotta dalla fisica postquantistica apre a postulazioni “scientifiche” sui territori del Sacro, dell’ultramondano. In una parola, la fisica moderna riapre la questione metafisica. Ecco, a partire dalle stringhe di Hawking, una fisica dell’iperrealtà: ontologia e dinamica della forza del pensiero, della sopravvivenza dell’anima, delle apparizioni, delle visioni e dei miracoli...

Roberto Caravella

Roberto Caravella, 43 anni, è nato a Caracas in Venezuela. Direttore d'orchestra, compositore, liutista e polistrumentista. Specializzato in musica antica dalle origini al Barocco, in anni recenti si è intteressato del complesso intreccio tra simbolismo, musica e fisica acustica.

Il brano

«......Il primo pomeriggio era molto caldo e luminoso ed io, ragazzo, decisi di passeggiare un po’; dopo aver traversato tutto il paesino nel quale trascorrevo le vacanze ospite di un mio amico, lasciai la strada principale e m’incamminai lungo il sentiero polveroso che portava al campo di calcio. Nella controra, oltre i miei passi potevo ascoltare soltanto il canto delle cicale e il lontano suono del mare portato dal vento.
Dopo aver aggirato il campo mi inerpicai su per il sentiero che portava sul “monte”, una collina di circa 150 - 200 metri sopra il livello del mare cosparsa di agavi, fiori selvatici, rosmarino e mirto.
...Di fronte a me uno scorcio di mare cobalto pieno di riflessi argentei si adagiava sonnolento sulla lingua di spiaggia spalmata ai piedi della parete del monte sotto i miei piedi e infine, quasi senza soluzione di continuità, dal centro andando verso sinistra, una parte di costa risaliva dal mare, all’orizzonte, per diventare una distesa di colline sempre più alte, inghiottite dai monti, quelli veri, dipinti di tutte le tonalità che vanno dal grigio al verde passando per un fumoso azzurro...
...Quel giorno, intanto, lentamente mi accorsi che, mentre ascoltavo e ammiravo rapito il paesaggio, stavo cantando mentalmente una melodia improvvisata intonata ai suoni del vento, delle onde, delle cicale, dei gabbiani, delle piante e di quant’altro fosse nei paraggi. ... in realtà non inventavo del tutto la melodia ma la deducevo leggendo letteralmente il profilo dei monti come questo fosse una sorta di scrittura musicale chironomica. Se il profilo saliva dolcemente lo interpretavo come una scala ascendente, se invece andava su e giù in poco spazio mi lasciavo andare a trilli, melismi e fioriture; se infine il profilo si presentava variamente frastagliato nei picchi per me quelle erano semplici note alte o basse come i monti stessi mi suggerivano. Il tempo e il ritmo veniva scandito direttamente dalla natura... L’apparente realtà nella quale siamo immersi, è un grande canto che forse non riusciamo più a sentire... Quanto tempo ci vuole perché una radura diventi montagna? ...neppure i continenti stanno fermi lì da sempre. Da Pangea ad oggi non hanno fatto altro che danzare, urtarsi, avvicinarsi e allontanarsi... Come il suono si propaga nella materia per onde, fatte di compressione e rarefazione dell’aria e come l’energia cinetica muove le onde del mare, così l’energia della terra muove le onde dei monti e delle valli. La Terra, insomma canta sé stessa. Si, perché quel profilo di monti che amavo cantare da ragazzo era già di per sé un suono, un suono materializzato...
...Così una montagna, come montagna in sé, canta con una frequenza molto più bassa della soglia di suono che ci è dato di percepire; ci vogliono milioni di anni perché una cresta montuosa si formi e quindi monti e valli ci appaiono soltanto come materia o, tutt’al più, come un’onda sonora cristallizzata o fossile. Ci vuole tutto il nostro essere per poter percepire il suono della Terra. Dato poi l’estremo impegno posto dal tempo per ordinare i campi della materia, dovremmo vincere una battaglia contro di lui per riuscire ad essere in grado di ascoltare; se poi siamo tanto fortunati da presenziare ad un terremoto possiamo ascoltare questo suono e soltanto allora, perché la velocità dell’onda sonora aumenta così tanto da giungere alla soglia del nostro udito da permetterci di ascoltare il canto di Gea...
...Solida, liquida, gassosa o eterea, in realtà è solo l’energia della grande onda che plasma e modella la materia che vediamo, sentiamo, tocchiamo e percepiamo. E mille sono i mondi che possiamo conoscere anche oltre quella che ci pare solida realtà. Se potessimo vivere mille anni in un solo minuto potremmo udire il canto sommesso della terra; e se potessimo vivere un milione di anni in un solo minuto ascolteremmo il suono della luce; ma, se infine, in un solo minuto potessimo vivere solo metà dell’eternità, ascolteremmo il dolce e terribile canto di Dio.»

Il volume

Legatura cucita, copertina rigida cartonata con sovracoperta plastificata opaca, cm 14,3 x 22 spessore cm.2,5

 

 

 

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