Il Mito del Giudizio Universale nella Cappella Sistina
Il codice segreto dell'apocalisse - € 14,46
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Giancarlo Litofino Il mito del Giudizio Universale nella Cappella Sistina Dalle profezie di Gioacchino da Fiore alle dieci illuminazioni
pp. 224 € 14,46
ISBN 978 - 88 - 87303 - 05 - 6 |
E se il Giudizio Universale di Michelangelo non foss'altro che un gigantesco autoritratto dell'artista? La masse di colore e i grovigli umani si accorpano, se visti di lontano e a occhi socchiusi. Una rima chiara ne emerge distinta. Il Giudizio appare percorso allora da un rigagnolo di cielo infinito. Un inviluppo a volte tortuoso, a volte ampiamente curvilineo, che potrebbe essere benissimo il profilo di una testa. E, stupore, il profilo della testa di Michelagelo stesso! Corrispondente al ritratto di un'incisione del tempo! Di più. Facciamo un altro passo: e se le masse di colore chiaro coincidessero con le zone prominenti del volto dell'incisione? E se le masse scure coincidessero con le zone ombreggiate del viso ritratto di Michelangelo? Un mondo si apre intorno a noi: è lo studio delle corrispondenze tra personaggi, santi e parti del viso. Si dischiudono nuovi significati, in un'interpretazione nuova, dove ogni scoperta si rafforza in un'altra. In questo gioco, il rischio è altissimo: della deriva, del fraintendimento totale, dell'errrore clamoroso... Ma alla fine un sentimento: quel Giudizio noi l'abiamo pernetrato, capito, fatto nostro. E la certezza di un incredibile, terribile segreto che mai più ci abbandonerà. Sulle pagine, riga dopo riga, si dipingono “ad affresco” i fondali del Rinascimento dell’arte, del Papato trionfante, della dinastia medicea, dei circoli alchemici e di quelli della Riforma legati a Vittoria Colonna e Juan de Valdes. Citiamo dalla prefazione di Franco Campegiani: "Una scoperta che non avrebbe maggior valore di una pura e semplice curiosità storica, se non fosse in grado di cambiare totalmente la chiave di lettura del dipinto, il cui soggetto principale diviene la figura arcana di Michelangelo stesso, in una sconcertante equivalenza di fondo tra l’individualità e l’universalità del Divino Giudizio.” Opere litografiche dalla precisione manicale. Litofino, alias Giancarlo Jacomucci, le ha realizzate per i più grandi artisti contemporanei e per sé. Oggi tiene conferenze per illustrare le proprie opere e le implicazioni della suo Giudizio Universale. Litofino nasce a Urbino nel 1947. “In particolare nel Giudizio gli angeli e i demoni ricacciano in basso il gruppo di dannati sulla destra dell'affresco: sono i «cesari» e gli «alessandri» che vengono respinti perché il loro orientamento a Dio è un orientamento naturale, un orientamento che non prevede la morte ma l'accerescimento della personalità terrena. I «cesari» e gli «alessandri» sono dunque rivolti ad un Dio idealizzato, un Dio immaginato e costruito intutte le sue parti come meta di una beatitudine immortale. In una parola non accettano di passare per lo scoglio del purgatorio, non accettano la morte. Anche le entità che escono dalla figura verdastra aspirano all'immortalità ma cercano di raggiungerla attraverso l'annullamento dell'io, attraverso la morte psichica rappresentata come detto dalla figura verdastra... Ogni nostro pensiero può spostarci da un gruppo all'altro dei dannati e dei purificati a seconda delle nostre reazioni. Possiamo occupare di volta in volta il posto dei dannati, dei purficati, o di qualunque figura rappresentata nel Giudizio Universale. Il Giudizio è unico, può riguardare una sola persona, noi stessi ed il nostro microcosmo.” Copertina cartonata rigida Volume illustrato. Legatura cucita, sovracoperta colori plastificata lucida, cm. 14,3 x 22 spessore cm.2,3 |

