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Mamma editori - 1999

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Il codice segreto dell'apocalisse

Il mito del Giudizio Universale

Giancarlo Litofino
Il mito del Giudizio Universale
nella Cappella Sistina

Euro 14,46
pp. 224 saggio


IL LIBRO

E se il Giudizio Universale di Michelangelo non foss'altro che un gigantesco autoritratto dell'artista? La masse di colore e i grovigli umani si accorpano, se visti di lontano e a occhi socchiusi. Una rima chiara ne emerge distinta. Il Giudizio appare percorso allora da un rigagnolo di cielo infinito. Un inviluppo a volte tortuoso, a volte ampiamente curvilineo, che potrebbe essere benissimo il profilo di una testa. E, stupore, il profilo della testa di Michelagelo stesso! Corrispondente al ritratto di un'incisione del tempo! Di più. Facciamo un altro passo: e se le masse di colore chiaro coincidessero con le zone prominenti del volto dell'incisione? E se le masse scure coincidessero con le zone ombreggiate del viso ritratto di Michelangelo? Un mondo si apre intorno a noi: è lo studio delle corrispondenze tra personaggi, santi e parti del viso. Si dischiudono nuovi significati, in un'interpretazione nuova, dove ogni scoperta si rafforza in un'altra. In questo gioco, il rischio è altissimo: della deriva, del fraintendimento totale, dell'errrore clamoroso... Ma alla fine un sentimento: quel Giudizio noi l'abiamo pernetrato, capito, fatto nostro. E la certezza di un incredibile, terribile segreto che mai più ci abbandonerà.

Sulle pagine, riga dopo riga, si dipingono “ad affresco” i fondali del Rinascimento dell’arte, del Papato trionfante, della dinastia medicea, dei circoli alchemici e di quelli della Riforma legati a Vittoria Colonna e Juan de Valdes.

Citiamo dalla prefazione di Franco Campegiani:
"Una scoperta che non avrebbe maggior valore di una pura e semplice curiosità storica, se non fosse in grado di cambiare totalmente la chiave di lettura del dipinto, il cui soggetto principale diviene la figura arcana di Michelangelo stesso, in una sconcertante equivalenza di fondo tra l’individualità e l’universalità del Divino Giudizio."


Presentazioni

- Mostra e conferenza nell’ottobre del 1999 a Marino (Roma) alla Sala Esposizioni di Palazzo Colonna.
- Nell’aprile del 2000 Ex Chiesa Santa Rita dei Poverelli a Roma.
- Sempre nel 2000 a Matelica a Palazzo Ottoni (Macerata).
- Nel 2001 alla Società Dante Alighieri e ad Assisi, nel convegno “L’oriente incontra l’occidente”

Copertina cartonata rigida
Volume illustrato. Legatura cucita, sovracoperta colori plastificata lucida, cm. 14,3 x 22 spessore cm.2,3


I GIUDIZI

".... Ha affascinato il saggio di Giancarlo Iacomucci, sull'inedita lettura interpretativa del Giudizio Universale di Michelangelo..." M.Sb.(Il Messaggero del Giovedì 27 Giugno 2002 pag. 33 http://ilmessaggero.caltanet.it/)

"...Questo curiosissimo libro, dall'ottima, ricercata stampa, afferma con prove alla mano, soprattutto "grafiche", che nell'affresco "Il Giudizio Universale" della Cappella Sistina, Michelangelo ha riprodotto un suo gigantesco autoritratto, visto di profilo. Il testo, che contiene disegni e grafici e foto colorate, a nostro parere ha ragione!..." Giorgio De Simone (Quaderni Gnosis n.3 2000 pag.44)

"Inarrivabili vette artistiche a parte, un mistero storico-artistico rinascimentale reclama chiarimenti. Porta la firma di Michelangelo. Quali ragioni occulte si celano nei suoi affreschi commissionati dai papi? Perchè quelle forme nascoste nell'avviluppo dei corpi dipinti dal grande artista nel Giudizio Universale della Cappella Sistina? Per quale motivo diverse figure fanno capolino su volte e pareti della reggia dei pontefici? E' questo il tentativo di ricostruire e chiarire un segreto occultato da mezzo millennio: l'analisi esoterica del mito nascosto del Giudizio Finale. Se ne incarica Giancarlo Iacomucci, litografo e ricercatore conosciuto nel mondo dell'arte come Litofino, che da anni investiga intorno alla vicenda, dopo aver scoperto il volto invisibile di Michelangelo proprio nella sfarzosa rappresentazione pittorica del Giudizio. Un vero e proprio ritratto subliminale. Un gigantesco profilo di volto orientato verso destra, assimilabile all'immagine trasmessa dall'iconografia coeva. Un profilo quasi inconfondibile, in ragione del naso rotto dal pugno di Pietro Torrigiano, anch'egli rappresentato dalla figura verde inginocchiata dietro San Pietro, piegata come quel naso rotto. Già nel 1923 il professor Francesco La Cava aveva individuato il volto di Michelangelo Buonarroti nella pelle in mano a San Bartolomeo, ed anche allora, solo dopo aver superato l'ostilità dell'ambiente accademico, quell'incredibile scoperta venne accolta e accettata. Mentre gli studiosi dibattono e si accapigliano, non resta che leggere tutto d'un fiato i risultati della scrupolosa indagine di Litofino." P.Marinaro (Bliss... Oltre la new age. Rivista di attualità, messaggi ed esperienze dell'anima. I LIBRI DELL'ANIMA 4 Luglio 2001 http://www.auraweb.it/schedaNews.asp?IDNews=324)

"Il testo di Litofino rappresenta un approfondimento dell’ultimo capitolo del libro IL GIUDIZIO.... Giancarlo Iacomucci Litofino: «Io penso che l’uomo possa sempre giocare, magari cambiando giocattoli, e il mondo, attraverso le coincidenze, sicuramente continuerà a giocare con lui. E noi ora giochiamo insieme, a fermare il tempo, prendendo come base di gioco l’affresco di Raffaello la Scuola di Atene...»" (Stargate del 5 settembre 2000 http://www.edicolaweb.net/st000564.htm)


IL BRANO

"In particolare nel Giudizio gli angeli e i demoni ricacciano in basso il gruppo di dannati sulla destra dell'affresco: sono i «cesari» e gli «alessandri» che vengono respinti perché il loro orientamento a Dio è un orientamento naturale, un orientamento che non prevede la morte ma l'accerescimento della personalità terrena.
I «cesari» e gli «alessandri» sono dunque rivolti ad un Dio idealizzato, un Dio immaginato e costruito intutte le sue parti come meta di una beatitudine immortale. In una parola non accettano di passare per lo scoglio del purgatorio, non accettano la morte.
Anche le entità che escono dalla figura verdastra aspirano all'immortalità ma cercano di raggiungerla attraverso l'annullamento dell'io, attraverso la morte psichica rappresentata come detto dalla figura verdastra...
Ogni nostro pensiero può spostarci da un gruppo all'altro dei dannati e dei purificati a seconda delle nostre reazioni. Possiamo occupare di volta in volta il posto dei dannati, dei purficati, o di qualunque figura rappresentata nel Giudizio Universale. Il Giudizio è unico, può riguardare una sola persona, noi stessi ed il nostro microcosmo."

L'AUTORE

Opere litografiche dalla precisione manicale. Litofino, alias Giancarlo Jacomucci, le ha realizzate per i più grandi artisti contemporanei e per sé. Oggi tiene conferenze per illustrare le proprie opere e le implicazioni della suo Giudizio Universale. Litofino nasce a Urbino nel 1947.

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